Il boldo fa parte della famiglia delle Monimiaceae, è conosciuto con il nome scientifico di Peumus boldus.
Si tratta di un albero dioico che può giungere i 6 metri di altezza, quindi ci sono esemplari femminili e maschili. E’ un sempreverde e ciò ti fa comprendere che troverai foglie persistenti. Il Boldo è diffuso in Cile e in Perù, è originario del Sud America, ma oggi lo troviamo diffuso anche in Europa.

Cenni di botanica farmaceutica del Peumus boldus nome comune Boldo

Le foglie del Boldo si inseriscono in modo opposto sul fusto, sono persistenti infatti l’albero di Boldo è un sempreverde. Si tratta di foglie dalla forma ovale, con un piccolo picciolo per questo si dice che sono brevemente picciolate. Il margine delle foglie di Boldo è piuttosto regolare, ma può arrotolarsi verso la pagina inferiore.

Le foglie del Boldo sono coriacee, ti ricordo che il Boldo fa parte della famiglia delle Monimiaceae ordine Laurales come il Laurus nobilis (famiglia delle Lauraceae) anche lui caratterizzato da foglie coriacee. La lamina della foglia di Peumus Boldus è rigida, sono foglie coriacee e spesse.

Si tratta di una foglia dorsoventrale La pagina superiore presenta molte escrescenze che, al tatto, fanno sentire la lamina di questa pagina fogliare ruvida. La pagina inferiore della foglia dorso ventrale di Boldo appare al tatto quasi liscia tranne nel punto delle nervature che sono molto sporgenti.

In sezione trasversale la foglia di Boldo fa notare due fasci cribro-legnosi opposti particolarmente ricchi di fibre. Troviamo l’epidermide superiore, seguita dall’ipoderma in cui non vi sono cloroplasti, in entrambe le pagine ci sono dei peli di rivestimento con la particolarità di essere disposti a stella. Nelle cellule parenchimatiche viene ospitato l’olio essenziale. 

I fiori del Boldo, famiglia delle Monimiaceae ordine Laurales, sono in genere bianchi, si trovano riuniti in infiorescenze cimose terminali. I fiori del Boldo che compongono l’infiorescenza sono minuti. I fiori sono unisessuali.

L’albero dioico maschile ha fiori maschili con numerosi stami disposti in più verticilli.
Gli alberi di Peumus boldus femminili hanno fiori femminili pluricarpellari con un solo ovulo che al momento opportuno si trasformano in frutti. Il frutto del Boldo è una drupe piccola e lucida. La drupa ti ricordo è un frutto carnoso indeiscente.

Il Boldo usi e principi attivi del Boldo famiglia Monimiaceae

La droga del Peumus boldus, conosciuto con il nome comune di Boldo, è rappresentata dalle sue foglie dorso ventrali. Gli alcaloidi sono i composti più interessanti dal punto di vista dei principi attivi. Tra gli alcaloidi presenti nel Boldo troviamo la boldina (viene estratta sia dalla corteccia che dalle foglie) glicoside boldoglucina.

Le foglie sono ricche di flavonoidi. L’odore è canforato e il sapore è aromatico. Dalle foglie si produce un olio essenziale costituito particolarmente da monoterpeni. Tra i monoterpeni presenti nell’olio essenziale di Boldo si riconosce anche l’ascaridiolo, sostanza monoterpenica ad alta tossicità.

I preparati a base di Boldo trovano impiego in tutti i casi in cui si necessità di aumentare le funzioni urinarie e nell’emissione della bile. Spesso è associato nel trattamento della stipsi. Nella tradizione popolare è stata utilizzata per malattie epatiche tramite tinture e decotto abbinato anche al Cardo mariano.

E’ assolutamente vietato il suo uso in gravidanza, si tratta infatti di una sostanza abortiva e può comportare anche mutazioni genetiche.